Iniziative e Servizi
Newsletter
Iscriviti alla nostra NewsLetter
Tempo Libero
A sorpresa, più clemenza sui punti persi per la velocità.
Data: 22/07/2010 Fonte: Il Sole 24 Ore Autore: Nicoletta Cottone
Sempre più preziosi i punti sulla patente: arrivano nuove occasioni per perderli, diventa più complesso recuperarli, anche se sono previsti alcuni "sconti" per chi infrange i limiti di velocità. Tutte novità contenute nel ddl sulla sicurezza stradale, che dovrebbe sbarcare in Gazzetta in tempo per l'esodo di agosto. Si è arricchita di nuove voci la tabella dei punti.
Se ne perdono fino a 8 per violazioni nei confronti dei pedoni, è stato introdotto un esame per recuperarne 6 (9 per i conducenti professionali), è arrivata la norma del 5 per 3: dovrà ridare l'esame per la patente chi commette nell'arco di 12 mesi dalla notifica della prima infrazione da 5 punti, altre due violazioni da almeno 5 punti. In commissione Lavori pubblici al Senato il relatore Angelo Maria Cicolani (Pdl) cerca la quadra per ottenere la sede redigente che accelera l'iter del provvedimento (contraria solo l'Idv). Si cerca anche spazio per la calendarizzazione in aula la prossima settimana.
Sono 25 i punteggi nuovi o modificati dal ddl nella tabella del codice della strada, che entreranno in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta. Non piace, soprattutto alle forze dell'ordine, l'alleggerimento della perdita dei punti per chi supera i limiti di velocità fino a 60 km/h. Esattamente saranno tolti 3 punti, invece, di 5 a chi supera il limite di velocità di oltre 10 e di non oltre 40 km/h, mentre ne saranno decurtati 6 invece di 10 a chi supera il limite di oltre 40 ma di meno di 60 km/h. «É senza dubbio - commenta Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, Associazione sostenitori amici polizia stradale - un indebolimento della patente a punti. Siamo nel Paese dell'intransigenza permissiva che diminuisce i punti da 5 a 3 alla violazione più gettonata in assoluto, cioé per chi supera di oltre 10 e fino a 40 il limite, ma premia i neopatentati ligi o semplicemente non colti in fallo per carenza di controlli».
Contestato, dunque, anche il punto premio l'anno ai giovani, fino a un massimo di tre. «Non va premiato chi compie il proprio dovere - sottolinea Biserni - ma colpito chi infrange le regole». Attenzione, per violazioni accertate in remoto, chi paga la sanzione da 263 a 1.050 euro può ancora omettere di segnalare chi era al volante per non perdere i punti. Cancellati dalla tabella i 10 punti, sostituiti dalla revoca della patente, per violazioni su autostrade e strade extraurbane principali. Costerà la patente, dunque, invertire il senso di marcia, attraversare lo spartitraffico, effettuare retromarcia, anche sulle corsie d'emergenza, circolare in corsia d'emergenza o nelle corsie di variazione di velocità se non per entrare e uscire dalla carreggiata. Meno 5 punti per neopatentati e guidatori professionali che bevono prima di mettersi al volante. Nuovi punteggi decurtati anche per camionisti e conducenti di bus. Il provvedimento prevede, poi, che sarà un decreto Infrastrutture a individuare i corsi di guida sicura avanzata che consentiranno un recupero fino a 5 punti, ma solo per infrazioni individuate dal dicastero di Matteoli.
Riforma delle libere professioni entro ottobre.
Data: 22/07/2010 Fonte: Il Sole 24 Ore Autore: Laura Cavestri
Poco meno di un'ora di colloquio a porte chiuse e la riforma delle libere professioni riaccende i motori con l'imprimatur dell'esecutivo. Un disegno di legge di natura governativa costituirà la cornice di riferimento su cui modellare, poi, le discipline di dettaglio per categorie o settori. Un testo che il Guardasigilli, Angelino Alfano, promette di mettere nero su bianco entro ottobre (si legga l'intervista), sulla base del documento condiviso che ieri una piccola delegazione di presidenti di Ordini, in rappresentanza di Cup (il Comitato unitario delle professioni) e Pat (Professionisti dell'area tecnica), ha consegnato direttamente nelle mani di Alfano.
«Prendo atto con grande soddisfazione – ha detto il ministro Alfano – del fatto che i rappresentanti degli Ordini professionali, a così poca distanza dalla convocazione degli stati generali delle professioni avvenuta il 15 aprile, abbiano già raggiunto una intesa sui contenuti della riforma delle professioni che è mia intenzione presentare al parlamento. E ho dato mandato ai miei uffici di tradurre i contenuti di questo documento in un concreto atto normativo. Primo passo di un vero e proprio Statuto delle Professioni».
«La riforma che ho in mente – ha concluso Alfano – responsabilizzerà al massimo gli Ordini, chiamati a essere garanti, di fronte all'utenza, della serietà e della professionalità dei loro assistiti, e garantirà ai professionisti il diritto a un compenso effettivamente proporzionato alla quantità e qualità del lavoro svolto e in ogni caso sufficiente ad assicurar loro un'esistenza libera e dignitosa».
Molto soddisfatti si sono detti anche i rappresentanti di Cup e Pat, al termine dell'incontro. Si è trattato di «un colloquio estremamente positivo – ha affermato Marina Calderone, presidente del Cup e dei consulenti del lavoro – cui seguirà la piena collaborazione delle professioni (già riconvocate per settembre) a un testo condiviso e coerente». Un'occasione «storica» per Andrea Sisti, presidente dei dottori agronomi e dottori forestali, per il quale «il sostegno ai giovani professionisti e l'innalzamento delle competenze attraverso la formazione sono alla base di questa riforma».
È «entusiasta» dell'impegno assunto da Alfano il vicepresidente del Cup e presidente degli agrotecnici, Roberto Orlandi, che però ricorda «che sul tappeto restano le divisioni sul futuro assetto degli Albi per i triennali e il loro rapporto con gli Ordini tecnici quinquennali e che i nodi potrebbero presto venire al pettine». Chiamato in causa, il presidente dei periti industriali, Giuseppe Jogna, «non vede contrapposizione tra il disegno di Alfano e i punti formalizzati nel testo Siliquini. Il ministro ha deto che farà tesoro dell'esperienza parlamentare, dunque, mi aspetto che il riordino delle competenze tecniche possa essere uno di questi».
A questo punto, se il Governo ha deciso di assumere la competenza in materia, il contraccolpo non potrà che frenare la sintesi dei testi parlamentari attorno al Ddl Siliquini per il riordino di Ordini e Collegi in corso in commissione Giustizia della Camera. Ma stessa sorte potrebbe toccare anche al provvedimento "scorporato" che riguarda le associazioni non regolamentate. Anche su quello, ma in commissione Attività produttive di Montecitorio, si sta facendo uno sforzo di sintesi. Ma una rilettura degli ambiti di competenza degli Ordini esistenti potrebbe avere ripercussioni su quelli di associazioni non ancora riconosciute.
Caustico, infine, il commento del vice presidente del Colap, Riccardo Alemanno, per cui: «Più sento parlare della riforma, quella dei soli Ordini, ben distinti dalle "barbare" associazioni, più penso che sarà un danno per i cittadini. In un periodo di grave crisi, gli Ordini chiedono un aumento del 50% delle tariffe e invocano più tutele dell'utenza, quando molti dei loro iscritti sono ancora privi di assicurazione di responsabilità civile verso terzi».
«Prendo atto con grande soddisfazione – ha detto il ministro Alfano – del fatto che i rappresentanti degli Ordini professionali, a così poca distanza dalla convocazione degli stati generali delle professioni avvenuta il 15 aprile, abbiano già raggiunto una intesa sui contenuti della riforma delle professioni che è mia intenzione presentare al parlamento. E ho dato mandato ai miei uffici di tradurre i contenuti di questo documento in un concreto atto normativo. Primo passo di un vero e proprio Statuto delle Professioni».
«La riforma che ho in mente – ha concluso Alfano – responsabilizzerà al massimo gli Ordini, chiamati a essere garanti, di fronte all'utenza, della serietà e della professionalità dei loro assistiti, e garantirà ai professionisti il diritto a un compenso effettivamente proporzionato alla quantità e qualità del lavoro svolto e in ogni caso sufficiente ad assicurar loro un'esistenza libera e dignitosa».
Molto soddisfatti si sono detti anche i rappresentanti di Cup e Pat, al termine dell'incontro. Si è trattato di «un colloquio estremamente positivo – ha affermato Marina Calderone, presidente del Cup e dei consulenti del lavoro – cui seguirà la piena collaborazione delle professioni (già riconvocate per settembre) a un testo condiviso e coerente». Un'occasione «storica» per Andrea Sisti, presidente dei dottori agronomi e dottori forestali, per il quale «il sostegno ai giovani professionisti e l'innalzamento delle competenze attraverso la formazione sono alla base di questa riforma».
È «entusiasta» dell'impegno assunto da Alfano il vicepresidente del Cup e presidente degli agrotecnici, Roberto Orlandi, che però ricorda «che sul tappeto restano le divisioni sul futuro assetto degli Albi per i triennali e il loro rapporto con gli Ordini tecnici quinquennali e che i nodi potrebbero presto venire al pettine». Chiamato in causa, il presidente dei periti industriali, Giuseppe Jogna, «non vede contrapposizione tra il disegno di Alfano e i punti formalizzati nel testo Siliquini. Il ministro ha deto che farà tesoro dell'esperienza parlamentare, dunque, mi aspetto che il riordino delle competenze tecniche possa essere uno di questi».
A questo punto, se il Governo ha deciso di assumere la competenza in materia, il contraccolpo non potrà che frenare la sintesi dei testi parlamentari attorno al Ddl Siliquini per il riordino di Ordini e Collegi in corso in commissione Giustizia della Camera. Ma stessa sorte potrebbe toccare anche al provvedimento "scorporato" che riguarda le associazioni non regolamentate. Anche su quello, ma in commissione Attività produttive di Montecitorio, si sta facendo uno sforzo di sintesi. Ma una rilettura degli ambiti di competenza degli Ordini esistenti potrebbe avere ripercussioni su quelli di associazioni non ancora riconosciute.
Caustico, infine, il commento del vice presidente del Colap, Riccardo Alemanno, per cui: «Più sento parlare della riforma, quella dei soli Ordini, ben distinti dalle "barbare" associazioni, più penso che sarà un danno per i cittadini. In un periodo di grave crisi, gli Ordini chiedono un aumento del 50% delle tariffe e invocano più tutele dell'utenza, quando molti dei loro iscritti sono ancora privi di assicurazione di responsabilità civile verso terzi».
Primo sì del Governo al decreto su comuni e province.
Data: 22/07/2010 Fonte: Il Sole 24 Ore Autore: Nicoletta Cottone
È arrivato il primo via libera del Consiglio dei ministri al decreto attuativo del federalismo fiscale sui fabbisogni standard di Comuni e Province. Il testo ora passerà all'esame della Conferenza Stato-Regioni e della commissione bicamerale per il federalismo fiscale per poi tornare dopo l'estate in Cdm per il via libera definitivo. Si tratta del secondo decreto legislativo della delega sul federalismo fiscale.
Per il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli in questo modo i trasferimenti dello Stato agli enti locali non avverranno più con il criterio della spesa storica. «Oggi si mette la parola fine al criterio della spesa storica. Si interrompe quel vizio del nostro Paese che aveva trasferito risorse non in base alle effettive esigenze ma sulla base della spesa storica, così chi più spendeva, e male, più riceveva. Questo ha determinato sperequazione nei trasferimenti che non ha una logica se non le motivazioni politiche dei vari governi».
Il problema, assicura Calderoli, «è stato affrontato in maniera molto seria: i fabbisogni standard sono costruiti interloquendo con Comuni e Province, e con la Sose spa per ricavare effettivamente gli indicatori di riferimento per la valutazione dell'azione pubblica». Un terzo delle funzioni con le relative risorse verranno trasferite nel 2011, un terzo nel 2012, e nel 2013 si completa l'operazione: «L'andata a regime avverrà entro tre anni».
Intanto sul federalismo il presidente della conferenza delle regioni, Vasco Errani, è tornato a chiedere un percorso organico che coinvolga le autonomie. «Vogliamo aprire subito un confronto sul federalismo fiscale, vogliamo accelerare ma in un percorso trasparente con una discussione preventiva sui decreti attuativi». Le regioni chiedono di «partecipare alla discussione» anche di questo provvedimento che riguarda comuni e province «convinti che sia importante, ma deve entrare in modo coordinato nell'impianto generale». Per il governatore dell'Emilia Romagna, «la legge 42 prevede che la perequazione deve essere fatta dalle regioni che é fondamentale perché l'impianto sia sostenibile». Altrimenti, avverte, «il federalismo rischia di non reggere e non si possono fare errori su una partita così decisiva».
Intanto sul federalismo il presidente della conferenza delle regioni, Vasco Errani, è tornato a chiedere un percorso organico che coinvolga le autonomie. «Vogliamo aprire subito un confronto sul federalismo fiscale, vogliamo accelerare ma in un percorso trasparente con una discussione preventiva sui decreti attuativi». Le regioni chiedono di «partecipare alla discussione» anche di questo provvedimento che riguarda comuni e province «convinti che sia importante, ma deve entrare in modo coordinato nell'impianto generale». Per il governatore dell'Emilia Romagna, «la legge 42 prevede che la perequazione deve essere fatta dalle regioni che é fondamentale perché l'impianto sia sostenibile». Altrimenti, avverte, «il federalismo rischia di non reggere e non si possono fare errori su una partita così decisiva».
Nuova possibile bocciatura per la riforma della scuola.
Data: 21/07/2010 Fonte: Il Sole 24 Ore Autore: Gianni Trovati
La riforma delle scuole superiori rischia di essere stoppata dal Tar del Lazio mentre si avvicina al debutto ufficiale di settembre. Nella lotta di carte bollate che oppone il ministero dell'Istruzione ad alcune sigle sindacali (Fp-Cgil e Snals) e due comitati di docenti e famiglie, ieri la riforma sembra aver ottenuto una vittoria parziale, che rischia però di rivelarsi solo apparente.
I giudici amministrativi hanno infatti negato le sospensive, concesse in via provvisoria il 26 giugno scorso, di due circolari sugli organici e sulle iscrizioni alle prime classi delle superiori, ma hanno scritto nelle ordinanze (3357, 3358 e 3360/2010) che i due provvedimenti sono illegittimi. In un'altra ordinanza (la 3363/2010), il Tar Lazio ha sospeso i decreti attuativi della riforma degli istituti tecnici e professionali. Chiusa la battaglia delle sospensive, l'esito del braccio di ferro arriverà con i giudizi di merito in un secondo momento, ma l'indirizzo del tribunale amministrativo sembra chiaro.
Il cuore del problema è nelle prime tre ordinanze, che si concentrano su due provvedimenti cardine nell'attuazione della riforma nata con la manovra dell'estate 2008 (legge 133/2008). Sul tavolo dei giudici amministrativi sono finite due circolari, con cui il ministero ha voluto disciplinare le iscrizioni alle prime classi delle nuove superiori (circolare 17/2010) e ridisegnare gli organici degli istituti (37/2010). La sospensiva non è stata concessa, ma i motivi del «no» opposto dai giudici ai ricorrenti sono solo di natura procedurale. Già nei provvedimenti cautelari, però, il Tar adombra un giudizio sui due provvedimenti, di cui «ravvisa l'illegittimità»: se i giudici non cambieranno idea nel corso dell'esame ulteriore, le sentenze di merito rischiano di fermare i primi passi della riforma.
Il problema è l'intreccio di date nel calendario piuttosto affannoso che ha portato all'attuazione dei nuovi ordinamenti: i regolamenti che hanno ridisegnato licei, istituti tecnici e professionali sono datati 15 marzo ma sono entrati in vigore il 16 giugno 2010, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; l'urgenza di far partire la macchina delle iscrizioni da parte dei ragazzi che frequentavano la terza media, però, ha spinto il ministero a intervenire in anticipo, dettando le modalità per effettuare le iscrizioni entro il 26 marzo. Nei fatti, scrive quindi il Tar, la circolare ha «disciplinato le iscrizioni scolastiche sulla base di ordinamenti non ancora in vigore».
Il problema è l'intreccio di date nel calendario piuttosto affannoso che ha portato all'attuazione dei nuovi ordinamenti: i regolamenti che hanno ridisegnato licei, istituti tecnici e professionali sono datati 15 marzo ma sono entrati in vigore il 16 giugno 2010, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; l'urgenza di far partire la macchina delle iscrizioni da parte dei ragazzi che frequentavano la terza media, però, ha spinto il ministero a intervenire in anticipo, dettando le modalità per effettuare le iscrizioni entro il 26 marzo. Nei fatti, scrive quindi il Tar, la circolare ha «disciplinato le iscrizioni scolastiche sulla base di ordinamenti non ancora in vigore».
Condanna più dura se c'e aggravante razzista.
Data: 21/07/2010 Fonte: Il Sole 24 Ore Autore: Patrizia Maciocchi
Condanna più dura nel caso di rapina a sfondo razzista. La Corte di cassazione ha punito con quattro anni di carcere l'aggressione a un giovane extracomunitario fatta al grido di «dammi i soldi, sporco negro».
Al rifiuto della vittima di consegnare il denaro era scattata la violenza sia fisica sia verbale, sempre con insulti razzisti. Gli ermellini hanno respinto la tesi sostenuta dalla difesa del ricorrente, che cercava di far passare l'espressione incriminata come il risultato di una "discussione" causata dalla resistenza del ragazzo straniero nel consegnare il portafogli.
I giudici di piazza Cavour spiegano, anzi, che la pretesa del denaro era collegata a una ragione di disprezzo razziale, e affermano che «l'aggravante della finalità di discriminazione e di odio etnico, nazionale, razziale o religioso è configurabile quando essa si rapporti, nell'accezione corrente, al pregiudizio manifesto di inferiorità di una sola razza».
Secondo la Suprema Corte non ha inoltre nessuna importanza che l'insulto e il disprezzo dimostrato siano percepibili all'esterno o siano in grado di suscitare "riprovevoli sentimenti" o, al contrario, di provocare atti emulatori. Se fossero necessarie queste condizioni – spiega il collegio – l'aggravante dovrebbe essere esclusa ogni volta che il fatto accade in assenza di terze persone.
Albi Forensi d'Italia
Avvocati OrdinariAvvocati CassazionistiSiti di Interesse |
